Parole d’autunno

A volte mi soffermo a pensare a quanto le parole presenti in una lingua dicano su di un popolo e sulla sua sensibilità. In giapponese, ad esempio, ci sono svariate parole d’autunno che non abbiamo in italiano. Vi va di scoprirle insieme?

Parole dl’autunno – foglie

Uno dei momenti più attesi e amati dell’autunno in Giappone è il 紅葉 kōyō, ovvero il tingersi di rosso delle foglie. Perciò vorrei cominciare proprio dalle parole relative alle foglie.
Il termine kōyō, che è composto da due kanji dal significato di “rosso” e “foglia”, viene utilizzato, in realtà, anche per le foglie che si tingono di altri colori. Il termine preciso per far riferimento alle foglie che si fanno gialle è 黄葉 ōyō, composto dai kanji di “giallo” e “foglia”; il termine preciso per far riferimento alle foglie che si fanno marroni è 褐葉 katsuyō, composto da “marrone” e “foglia”. Ma siccome a volte è difficile fare distinzione, il termine kōyō spesso viene utilizzato per parlare in modo complessivo delle foglie d’autunno.

Parole d'autunno, foglie

Ciò a cui assistiamo in autunno non è solo il cambio di colore delle foglie, ma anche al loro cadere. In Giappone, questo è associato a sentimenti di solitudine e tristezza e viene descritto con due termini 紅葉かつ散る momiji katsuchiru e 色葉散る iroha chiru, cioè “il cadere, lo spargersi delle foglie rosse/colorate”. I due termini sono entrambi legati al tardo autunno, quando le foglie cadenti lasciano scoperti i rami degli alberi.
Vi è anche un’altra parola legata all’ingiallirsi e al cadere delle foglie e dei frutti degli alberi: 黄落 kōraku, che è utilizzata, ad esempio, per il faggio e il ginko. Il colore verde delle foglie che sbiadisce può essere interpretato sia in senso negativo e cioè come metafora dell’invecchiamento, sia in senso positivo cogliendo la bellezza nella transitorietà della vita.

In contrasto alle sensazioni più o meno spiacevoli sottolineate da queste parole, ve ne sono altre che esprimono la contemplazione della bellezza delle foglie d’autunno. 照葉 teruha o 照紅葉 terimomiji, infatti, indicano le foglie che hanno cambiato colore e brillano alla luce del sole. Esse richiamano alla mente un’immagine potente, ricca di colori e luminosità.

Parole d’autunno – tempo

I giapponesi, si sa, amano parlare del tempo. E non stupisce, quindi, se la loro lingua è piena di parole legate al tempo.

秋晴れ akibare indica un cielo sereno autunnale, quando l’aria è limpida e soleggiata. Può essere utilizzato, per esempio, per descrivere il cielo il giorno dopo il passaggio di un tifone.

秋入梅 akitsuiri, si riferisce alle lunghe piogge d’autunno che quasi ricordano la stagione delle piogge. Certo, la pioggia può essere fastidiosa ma, in fondo, non è qualcosa che associamo all’autunno? Possiamo forse provare a pensare alle passeggiate sotto la pioggia come un modo di fare esperienza di questa stagione.

鰯雲 iwashigumo, letteralmente nubi a forma di sardina, sono per i giapponesi le innumerevoli piccole nuvole che assomigliano a un branco di sardine. In italiano sono detti cirrocumili.
Se le nuvole sono più grandi e somigliano alle squame dei pesci, esse vengono chiamate nubi squamose 鱗雲 urokogumo. Se le nuvole sono ancora più grandi da ricordare un gregge di pecore, sono dette 羊雲 hitsujigumo. Quando le nuvole sembrano tracciare linee ondulate nel cielo come il disegno sul dorso di uno sgombro, vengono dette nuvole a forma di sgombro 鯖雲 sabagumo.

Parole d'autunno, tempo

Da queste parole si evince quanto sia importante la relazione con la natura per i giapponesi e quanta attenzione prestino ai dettagli e ai vari momenti di una stagione. Spero abbiate trovato interessante questo viaggio nella sensibilità giapponese attraverso le parole. Che ne pensate? Conoscete altre parole d’autunno che volete condividere?

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