Archivio mensile:Maggio 2025

Il confronto crea lo stato mentale

Come d’abitudine, ho iniziato la giornata con un po’ di lettura in giapponese e mi sono imbattuta in un concetto con cui sono pienamente d’accordo: il confronto crea lo stato mentale. Questo concetto viene espresso dall’autore e medico Tsuji Shūichi nel suo libro 禅脳思考 (Il pensiero cerebrale zen), che tratta di come tendiamo a cambiare, purtroppo con scarsi risultati, il nostro stato mentale attraverso il pensiero positivo. Egli scrive quanto segue:

認知の脳は、比較の中で心の平安を生み出そうとします。誰かと比べることで心の状態をつくっているのです。しかし、比較思考が続く限り、幸せはあり得ません。より認知的に幸せな状態が、常に存在し続けるからです。人間の幸福の源は、比較の中にはないことを知り、そうしている自分自身に気づかねば、認知脳の暴走は続くでしょう。(…) 認知脳の暴走を認め、その中でバランスよく生きていくための脳を磨こう。

Sotto, una mia traduzione:

Il cervello cognitivo cerca di creare la pace mentale attraverso il confronto. Costruiamo il nostro stato d’animo paragonandoci agli altri. Ma finché questo confronto continua, la felicità non è possibile. Questo perché continuerà sempre a esistere uno stato mentale cognitivamente più felice. Se non ci rendiamo conto che la fonte della felicità non è nel confronto, e se non notiamo quanto ci stiamo lasciando guidare da esso, il cervello cognitivo continuerà a correre a vuoto. (…) È fondamentale riconoscere questo meccanismo e allenare la mente a trovare un equilibrio dentro di esso.

Questo passaggio mi ha fatto riflettere ancora una volta su quanto paragonarmi agli altri abbia influito, in positivo o in negativo, in svariati momenti della mia vita. Come, ad esempio, mettermi a confronto con autori già conosciuti e sentirmi indietro nel mio percorso per diventare una scrittrice.

Credo che tutti noi abbiamo vissuto qualche esperienza del genere. Oggi basta aprire una pagina social, vedere immagini e post di attimi di felicità altrui per percepire una certa mancanza. O, analogamente, sentirsi felici postando le foto di una meravigliosa vacanza appena conclusa o di un successo appena ottenuto. Il confronto crea lo stato mentale di ognuno di noi. Sentire di avere di più o di meno, di aver raggiunto traguardi o meno, impatta sulla nostra felicità. Ma, in fondo, questa felicità basata sul confronto non è che una felicità immaginaria e transitoria perché esisterà sempre qualcosa di migliore a cui aspiriamo.

Il confronto crea lo stato mentale

Possiamo liberarci dal confronto? Forse no. Ma possiamo smettere di esserne prigionieri, partendo proprio dal riconoscere il funzionamento del cervello cognitivo e imparando ad ascoltarlo con consapevolezza senza farci dominare.

E voi? Vi siete mai accorti di quanto il confronto plasmi il vostro stato mentale? Vi va di condividere un episodio?

Il ma, un importante concetto giapponese

Sono mesi che la vita mi sembra una corsa, un saltare da un’attività all’altra, un rincorrersi ansioso di pensieri, voci che si mischiano insieme a conversazioni che non permettono spazio al silenzio… E così nella tranquillità inaspettata di questa mattina ho percepito il ma, 間.

Il kanji di questo importante concetto giapponese è composto da due parti, 門 mon e 日 hi, porta/portale e sole/luce. È un’immagine molto poetica del sole che filtra all’interno.

Il ma viene descritto come una pausa nel tempo, un intervallo o vuoto nello spazio. È il tempo e lo spazio che la vita necessita per respirare, sentire, fare connessioni. Senza tempo né spazio la vita non può crescere. Così com’è non ci può essere musica senza il silenzio fra le note e non ci possono essere parole e conversazioni significative senza pause. Il ma è pieno di possibilità.

Il ma nelle arti

Questa estetica del vuoto è molto evidente nelle arti giapponesi, come per esempio l’ikebana. Qui lo spazio è un elemento essenziale e spesso il punto focale della composizione floreale. È quasi un’energia invisibile che dà vita alla forma. Lo spazio di un’opera di ikebana viene fuori dall’attenta disposizione dei materiali e, quando la osserviamo, possiamo percepire il gioco fra spazio e forma, e anche il bisogno di rallentare per non riempire il nostro spazio e tempo di cose, ma con il nostro sentire.

Analogamente, il ma è percepibile nello spazio delle opere di calligrafia, dove ogni pennellata conferisce ritmo e scandisce il tempo. O in poesia, come nelle immagini di un breve haiku, che possiamo interpretare in modo personale.

Il ma

L’importanza del ma nella vita di tutti i giorni

Forse, ciò che ci manca non è il tempo in più, ma il vuoto in cui il tempo può respirare. Così come non ci manca più spazio, ma il vuoto in cui lo spazio può prendere forma. Il ma ci insegna a non temere il vuoto, ma ad abitarlo. Perché è lì, nel silenzio tra le parole, nello spazio tra le cose, negli intervalli fra le attività che possiamo finalmente ascoltare noi stessi.