Archivio mensile:Novembre 2024

Autunno zen

Non sempre l’autunno viene apprezzato perché è un periodo in cui la natura muore per prepararsi all’inverno. Nonostante ciò, i colori dell’autunno vengono spesso apprezzati da molti. In Giappone, come parecchi di voi già sapranno, uno dei momenti più attesi della stagione è il colorarsi di rosso delle foglie, detto 紅葉 momiji. Sia le foglie rosse ancora sui rami che le foglie cadute lungo la strada non hanno solo un certo fascino, che ci spinge a fotografarle o raccoglierle, ma racchiudono in sé anche insegnamenti zen. Facendo nostri questi concetti, possiamo vivere il nostro autunno zen.

Espressioni per un autunno zen

La prima espressione che voglio condividere è: 開門落葉多 Kaimon rakuyō ōshi, che possiamo leggere come “mon wo hirakeba rakuyō ōshi“, cioè “quando ho aperto il cancello, vi erano molte foglie cadute”. Questa espressione è il secondo verso di una poesia cinese, il cui primo verso recita più o meno così: “sentendo la pioggia, provavo ancora più freddo.” La poesia ci dice che durante la notte si è sentito il cadere delle pioggia, ma la mattina al risveglio aprendo la porta, si sono trovate tante foglie per terra. Come se il rumore sentito non fosse stato quello della pioggia ma delle foglie. Questo verso esprime bene il sentire zen e della cerimonia del tè. Le foglie cadute sono un simbolo del cambiamento delle stagioni in natura. Questa germoglia in primavera, diventa rigogliosa in estate e appassisce in autunno. Questo processo rappresenta l’impermanenza, indicando che tutto è in costante cambiamento. Ciò riflette anche l’insegnamento zen di accettare che pure noi cambieremo con il tempo e man mano che la natura cambia. Inoltre, vi è una sensazione di silenzio, elemento molto caro alla cerimonia del tè. Il silenzio, infatti, permette di avere la tranquillità per notare suoni e fenomeni della natura. Quando si entra in un giardino o uno spazio pieno di foglie cadute, si può avvertire il suono delle foglie che frusciano sotto i piedi. L’atto di aprire il cancello, poi, esprime un’immagine di apertura verso il mondo esterno e verso qualcosa di nuovo. Come quando durante una cerimonia del tè si apre il cancello per accogliere gli ospiti: è perciò apertura del proprio cuore e accettazione delle altre persone. “Kaimon rakuyō ōshi” indica uno stato d’animo che accetta ciò che viene così com’è. In questo si può leggere un insegnamento dell’autunno ad abbandonarsi, ad affidarsi alla vita, lasciando andare ciò che non serve più e aprirsi con fiducia e gratitudine a qualcosa di nuovo. Cosa volete lasciare quest’anno?

Autunno zen

Passiamo ora a un’altra espressione che spesso si trova nelle sale da tè per la sua profondità. 経霜楓葉紅 Shimo wo hete, fūyō wa kurenai nari. Le foglie d’acero diventano rosse dopo un forte gelo. Se la leggiamo in modo superficiale troviamo solo una descrizione del tardo autunno giapponese, quando le foglie si tingono di rosso a causa del forte abbassamento di temperatura. Ma se leggiamo più a fondo, questa espressione ci fa riflettere sulla condizione umana. Come le foglie di acero cambiano colore donandoci tutta la loro bellezza, anche noi cresciamo in virtù delle varie difficoltà che siamo chiamati ad affrontare durante la vita. Grazie alle sfide, possiamo diventare più forti, più consapevoli delle nostre capacità, più resilienti e pronti per ciò che verrà dopo. Forse quando stiamo affrontando qualcosa di difficile o un periodo difficile, preferiremmo non dovercene occupare. Eppure non è entusiasmante pensare che quando avremo superato anche quello, potremo incontrare una nuova versione di noi? Che avremo più chiaro chi siamo e cosa vogliamo? Che potremo brillare come le foglie rosse d’autunno?

Spero queste due espressioni vi accompagnano in quest’ultimo mese della stagione e vi permettano di vivere il vostro autunno zen.

Parole d’autunno

A volte mi soffermo a pensare a quanto le parole presenti in una lingua dicano su di un popolo e sulla sua sensibilità. In giapponese, ad esempio, ci sono svariate parole d’autunno che non abbiamo in italiano. Vi va di scoprirle insieme?

Parole dl’autunno – foglie

Uno dei momenti più attesi e amati dell’autunno in Giappone è il 紅葉 kōyō, ovvero il tingersi di rosso delle foglie. Perciò vorrei cominciare proprio dalle parole relative alle foglie.
Il termine kōyō, che è composto da due kanji dal significato di “rosso” e “foglia”, viene utilizzato, in realtà, anche per le foglie che si tingono di altri colori. Il termine preciso per far riferimento alle foglie che si fanno gialle è 黄葉 ōyō, composto dai kanji di “giallo” e “foglia”; il termine preciso per far riferimento alle foglie che si fanno marroni è 褐葉 katsuyō, composto da “marrone” e “foglia”. Ma siccome a volte è difficile fare distinzione, il termine kōyō spesso viene utilizzato per parlare in modo complessivo delle foglie d’autunno.

Parole d'autunno, foglie

Ciò a cui assistiamo in autunno non è solo il cambio di colore delle foglie, ma anche al loro cadere. In Giappone, questo è associato a sentimenti di solitudine e tristezza e viene descritto con due termini 紅葉かつ散る momiji katsuchiru e 色葉散る iroha chiru, cioè “il cadere, lo spargersi delle foglie rosse/colorate”. I due termini sono entrambi legati al tardo autunno, quando le foglie cadenti lasciano scoperti i rami degli alberi.
Vi è anche un’altra parola legata all’ingiallirsi e al cadere delle foglie e dei frutti degli alberi: 黄落 kōraku, che è utilizzata, ad esempio, per il faggio e il ginko. Il colore verde delle foglie che sbiadisce può essere interpretato sia in senso negativo e cioè come metafora dell’invecchiamento, sia in senso positivo cogliendo la bellezza nella transitorietà della vita.

In contrasto alle sensazioni più o meno spiacevoli sottolineate da queste parole, ve ne sono altre che esprimono la contemplazione della bellezza delle foglie d’autunno. 照葉 teruha o 照紅葉 terimomiji, infatti, indicano le foglie che hanno cambiato colore e brillano alla luce del sole. Esse richiamano alla mente un’immagine potente, ricca di colori e luminosità.

Parole d’autunno – tempo

I giapponesi, si sa, amano parlare del tempo. E non stupisce, quindi, se la loro lingua è piena di parole legate al tempo.

秋晴れ akibare indica un cielo sereno autunnale, quando l’aria è limpida e soleggiata. Può essere utilizzato, per esempio, per descrivere il cielo il giorno dopo il passaggio di un tifone.

秋入梅 akitsuiri, si riferisce alle lunghe piogge d’autunno che quasi ricordano la stagione delle piogge. Certo, la pioggia può essere fastidiosa ma, in fondo, non è qualcosa che associamo all’autunno? Possiamo forse provare a pensare alle passeggiate sotto la pioggia come un modo di fare esperienza di questa stagione.

鰯雲 iwashigumo, letteralmente nubi a forma di sardina, sono per i giapponesi le innumerevoli piccole nuvole che assomigliano a un branco di sardine. In italiano sono detti cirrocumili.
Se le nuvole sono più grandi e somigliano alle squame dei pesci, esse vengono chiamate nubi squamose 鱗雲 urokogumo. Se le nuvole sono ancora più grandi da ricordare un gregge di pecore, sono dette 羊雲 hitsujigumo. Quando le nuvole sembrano tracciare linee ondulate nel cielo come il disegno sul dorso di uno sgombro, vengono dette nuvole a forma di sgombro 鯖雲 sabagumo.

Parole d'autunno, tempo

Da queste parole si evince quanto sia importante la relazione con la natura per i giapponesi e quanta attenzione prestino ai dettagli e ai vari momenti di una stagione. Spero abbiate trovato interessante questo viaggio nella sensibilità giapponese attraverso le parole. Che ne pensate? Conoscete altre parole d’autunno che volete condividere?