Archivio mensile:Gennaio 2025

Partire da se stessi

Partire da se stessi è fondamentale quando si perde la rotta della propria vita e si è assaliti da dubbi e incertezze. A questo proposito, oggi voglio proporvi due espressioni zen: 自灯明 jitōmyō, ovvero “sii la tua luce” e 脚下照顧 kyakka shōko, ovvero “guarda i tuoi piedi”.

自灯明

La prima espressione che può aiutare a partire da se stessi è 自灯明. È un insegnamento che il Buddha Shakyamuni ha lasciato ai discepoli prima di morire e che sottolinea l’importanza di fare affidamento sulla propria luce interiore, più che sugli altri o su forze esterne.
Durante la vita siamo aiutati da altre persone, come amici e familiari, ma capita anche che ci ritroviamo da soli. Inoltre, tra tanti stimoli, informazioni, valori, ci sono anche momenti in cui smarriamo la strada. Come affrontare quindi le sfide che si presentano lungo il nostro cammino?
Seguendo la nostra voce e la nostra saggezza interiore per trovare dentro di noi la bussola della nostra vita. Che sia meditazione o scrivere il diario, che ne dite di prendervi del tempo con voi stessi e per voi stessi per ascoltare la vostra voce interiore? Per far sì che possa illuminare la vostra strada?

partire da se stessi

脚下照顧

Chi è stato in Giappone potrebbe aver visto questa espressione all’ingresso di templi zen. Originariamente usata dai maestri zen, è un avvertimento a guardare prima da vicino la propria vera natura, piuttosto che perseguire l’illuminazione rivolgendosi all’esterno. Quindi prima di provare a ragionare con gli altri, di guardare innanzitutto i propri piedi, dove si è, e riflettere su se stessi. E anche stare attenti a dove si mettono i piedi e cioè prestare attenzione alle cose che ci circondano. Kyakka significa piedi, il vero sé, se stesso. Shōko significa riflettere, pensare o guardare attentamente.

Il monaco Dōgen, fondatore della scuola zen Sōtō e del tempio Eiheiji, incorporò la pratica di mettere le scarpe in ordine nella sua pratica zen. Era probabilmente convinto che mettere in ordine le scarpe avesse una connessione con l’atto di guardare se stessi e riflettere sulle proprie azioni. Come a dire che se le scarpe sono disposte alla rinfusa, sono la prova che la mente è in confusione. Se sono in ordine, sono la prova che la mente è calma.

Quest’espressione non si limita solo al buddhismo, ma ha una certa rilevanza anche nella quotidianità. A tutti capita di sforzarsi a trovare risposte o cose importanti in luoghi lontani o attraverso il supporto degli altri. Kyakka shōko ricorda che quando ci si sente confusi, è bene guardare i propri piedi, partire da se stessi. Lì è possibile scorgere qualcosa di diverso, avere delle intuizioni e delle risposte.

Essere se stessi

Siamo da poco più di una settimana nel 2025. Come vi sentite? Io ho iniziato a fare un journaling del nuovo anno e mi è venuta in mente l’espressione giapponese ありのままの自分 ari no mama no jibun, essere se stessi. Obiettivi e cose da fare sono spesso nella lista dei buoni propositi del nuovo anno, ma non è così per l’espressione della propria natura. Credo che essere se stessi sia una priorità che troppo spesso viene accantonata per conformarsi alla società e alle aspettative.

L’espressione ari no mama no jibun

L’espressione ありのままの自分 è composta da tre parti:

  • Ari no mama, che possiamo tradurre come “come sono”, “come stanno le cose”, indica una condizione inalterata o naturale
  • No è una particella che funge da collegamento tra i due concetti, simile al “di” italiano
  • Jibun significa “sé stesso” o “io”, e si riferisce alla propria persona.

Insieme, l’espressione implica l’idea di essere se stessi, sinceri, autentici e non mascherare la propria vera natura. È un concetto che spesso si lega a temi di auto-accettazione, libertà emotiva e il rifiuto di nascondere aspetti della propria identità. In una società come quella giapponese in cui vengono enfatizzate la conformità e l’armonia sociale, l’idea di “essere se stessi” ha una connotazione particolarmente significativa di accettarsi senza giudizio in contrasto con il desiderio di adattarsi alle aspettative sociali.

Essere se stessi

Essere se stessi, la base per un anno autentico e felice

L’espressione ari no mama no jibun penso sia molto potente come base per i propositi del nuovo anno. Piuttosto che concentrarsi su obiettivi materiali o su cose da fare e ottenere, l’idea di “essere se stessi” porta a un’esplorazione più profonda e autentica della propria identità, dei propri valori e delle proprie passioni. In quest’ottica, il nuovo anno non diventa solo un momento per stabilire “cosa” vogliamo ottenere, ma piuttosto “chi” vogliamo essere, come vogliamo rimanere fedeli a noi stessi, nonostante le sfide esterne. E anche per affrontare la vita con maggiore consapevolezza e forza interiore, accettando le proprie vulnerabilità, non dimenticando di alimentare il coraggio e la resilienza sepolti sotto strati di paure e insicurezze.

Chi sentite di essere?

Io sento di essere una persona sensibile a cui piace condividere e parlare di emozioni, in particolar modo attraverso la scrittura. Spesso ho tenuto a freno questo mio sentire perché ho imparato a dare la priorità agli obblighi esterni. Perché ho imparato ad attribuire scarso valore alla scrittura in confronto a qualcosa di più tangibile dall’esterno come un lavoro. E ancora più in generale perché ho imparato a nascondere certe emozioni quando sono con gli altri, mentendo a me stessa e influenzando negativamente le mie relazioni. Perciò quest’anno, sebbene abbia pensato anch’io a dei progetti di scrittura e non, e a esperienze che mi piacerebbe fare, voglio provare, prima di tutto, ad essere me stessa, perché è quella la chiave che mi permetterà di riuscire nella vita. Essere se stessi rende più forti nelle difficoltà e permette di essere più in sintonia con i propri veri desideri, portando a fare scelte che rispecchiano chi siamo veramente, piuttosto che ciò che ci viene detto di essere. Quest’anno mi auguro di essere me stessa e di impegnarmi a farlo ogni singolo giorno. Voglia essere la persona che sento di essere abbracciando i miei valori e le mie passioni. Le mie parole e i miei modi di essere di quest’anno: sensibile, vulnerabile, fiduciosa, curiosa, creativa, determinata e audace.

E voi? Chi sentite di essere? Chi siete? Vi auguro di essere voi stessi e di avere un anno e una vita felici e autentici.