Autunno zen

Non sempre l’autunno viene apprezzato perché è un periodo in cui la natura muore per prepararsi all’inverno. Nonostante ciò, i colori dell’autunno vengono spesso apprezzati da molti. In Giappone, come parecchi di voi già sapranno, uno dei momenti più attesi della stagione è il colorarsi di rosso delle foglie, detto 紅葉 momiji. Sia le foglie rosse ancora sui rami che le foglie cadute lungo la strada non hanno solo un certo fascino, che ci spinge a fotografarle o raccoglierle, ma racchiudono in sé anche insegnamenti zen. Facendo nostri questi concetti, possiamo vivere il nostro autunno zen.

Espressioni per un autunno zen

La prima espressione che voglio condividere è: 開門落葉多 Kaimon rakuyō ōshi, che possiamo leggere come “mon wo hirakeba rakuyō ōshi“, cioè “quando ho aperto il cancello, vi erano molte foglie cadute”. Questa espressione è il secondo verso di una poesia cinese, il cui primo verso recita più o meno così: “sentendo la pioggia, provavo ancora più freddo.” La poesia ci dice che durante la notte si è sentito il cadere delle pioggia, ma la mattina al risveglio aprendo la porta, si sono trovate tante foglie per terra. Come se il rumore sentito non fosse stato quello della pioggia ma delle foglie. Questo verso esprime bene il sentire zen e della cerimonia del tè. Le foglie cadute sono un simbolo del cambiamento delle stagioni in natura. Questa germoglia in primavera, diventa rigogliosa in estate e appassisce in autunno. Questo processo rappresenta l’impermanenza, indicando che tutto è in costante cambiamento. Ciò riflette anche l’insegnamento zen di accettare che pure noi cambieremo con il tempo e man mano che la natura cambia. Inoltre, vi è una sensazione di silenzio, elemento molto caro alla cerimonia del tè. Il silenzio, infatti, permette di avere la tranquillità per notare suoni e fenomeni della natura. Quando si entra in un giardino o uno spazio pieno di foglie cadute, si può avvertire il suono delle foglie che frusciano sotto i piedi. L’atto di aprire il cancello, poi, esprime un’immagine di apertura verso il mondo esterno e verso qualcosa di nuovo. Come quando durante una cerimonia del tè si apre il cancello per accogliere gli ospiti: è perciò apertura del proprio cuore e accettazione delle altre persone. “Kaimon rakuyō ōshi” indica uno stato d’animo che accetta ciò che viene così com’è. In questo si può leggere un insegnamento dell’autunno ad abbandonarsi, ad affidarsi alla vita, lasciando andare ciò che non serve più e aprirsi con fiducia e gratitudine a qualcosa di nuovo. Cosa volete lasciare quest’anno?

Autunno zen

Passiamo ora a un’altra espressione che spesso si trova nelle sale da tè per la sua profondità. 経霜楓葉紅 Shimo wo hete, fūyō wa kurenai nari. Le foglie d’acero diventano rosse dopo un forte gelo. Se la leggiamo in modo superficiale troviamo solo una descrizione del tardo autunno giapponese, quando le foglie si tingono di rosso a causa del forte abbassamento di temperatura. Ma se leggiamo più a fondo, questa espressione ci fa riflettere sulla condizione umana. Come le foglie di acero cambiano colore donandoci tutta la loro bellezza, anche noi cresciamo in virtù delle varie difficoltà che siamo chiamati ad affrontare durante la vita. Grazie alle sfide, possiamo diventare più forti, più consapevoli delle nostre capacità, più resilienti e pronti per ciò che verrà dopo. Forse quando stiamo affrontando qualcosa di difficile o un periodo difficile, preferiremmo non dovercene occupare. Eppure non è entusiasmante pensare che quando avremo superato anche quello, potremo incontrare una nuova versione di noi? Che avremo più chiaro chi siamo e cosa vogliamo? Che potremo brillare come le foglie rosse d’autunno?

Spero queste due espressioni vi accompagnano in quest’ultimo mese della stagione e vi permettano di vivere il vostro autunno zen.

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