Quanto sarebbe bello se ognuno di noi fosse soddisfatto di cosa fa e di come lo fa? Di agire secondo le proprie possibilità e secondo la proprio misura, ovvero a modo proprio, 自分なりに jibun nari ni?
Paragonarsi agli altri e invidia
Credo che a volte ci rendiamo la vita difficile. Per esempio, quando ci paragoniamo agli altri e proviamo un’invidia fine a se stessa. Gli altri fanno cose migliori di noi o le fanno in modo migliore. O ancora, sono più avanti di noi, hanno raggiunto obiettivi per noi lontani e impossibili. Insomma sono più bravi. Perché non ci sta bene ciò che facciamo o come lo facciamo? Perché non siamo soddisfatti di dove siamo?
Questo può derivare da una mancanza di autostima o dalla voglia di riconoscimento. Questo costante paragonarci agli altri, però, può portarci a non sentirsi all’altezza delle aspettative proprie e altrui e quindi spingerci a fare, fare e strafare, aumentando il nostro livello di stress. Si può perfino arrivare a sentirsi inferiori, sbagliati, falliti. Può darsi che gli altri abbiano davvero maggiori competenze, che siano più bravi in una determinata cosa, o che abbiano raggiunto un traguardo a cui anche noi ancora aspiriamo. Tuttavia, questo non dovrebbe portarci a sentirci o considerarci inferiori.

Dall’invidia all’azione
Tendiamo a vedere solo i risultati di una persona che ammiriamo, non i sacrifici, le sfide, i fallimenti e i piccoli passi che li hanno portati fin lì. Ognuno di noi parte da una condizione diversa, ha un potenziale che con impegno e costanza può forgiare. Ognuno di noi può fare le cose a modo proprio, jibun nari ni, secondo le proprie capacità e possibilità, in un determinato momento o in una determinata fase della vita. Quando non riusciamo a fare subito ciò che ci siamo prefissati e siamo presi dallo sconforto, possiamo ricordarci perché abbiamo iniziato quella determinata cosa e dove vogliamo arrivare. Allora l’invidia verso gli altri si trasforma in azione volta a lavorare su noi stessi e accade qualcosa di buono: intraprendere azioni che possono cambiare la vita. E non c’è niente di più bello. Si prova a migliorarsi in un confronto con il sé di ieri, apprezzando il sé attuale e puntando al sé che si vuole essere domani. I piccoli passi diventano anche un modo per esprimere la propria originalità e unicità, e, quindi, chi si è veramente.