Siamo da poco più di una settimana nel 2025. Come vi sentite? Io ho iniziato a fare un journaling del nuovo anno e mi è venuta in mente l’espressione giapponese ありのままの自分 ari no mama no jibun, essere se stessi. Obiettivi e cose da fare sono spesso nella lista dei buoni propositi del nuovo anno, ma non è così per l’espressione della propria natura. Credo che essere se stessi sia una priorità che troppo spesso viene accantonata per conformarsi alla società e alle aspettative.
L’espressione ari no mama no jibun
L’espressione ありのままの自分 è composta da tre parti:
- Ari no mama, che possiamo tradurre come “come sono”, “come stanno le cose”, indica una condizione inalterata o naturale
- No è una particella che funge da collegamento tra i due concetti, simile al “di” italiano
- Jibun significa “sé stesso” o “io”, e si riferisce alla propria persona.
Insieme, l’espressione implica l’idea di essere se stessi, sinceri, autentici e non mascherare la propria vera natura. È un concetto che spesso si lega a temi di auto-accettazione, libertà emotiva e il rifiuto di nascondere aspetti della propria identità. In una società come quella giapponese in cui vengono enfatizzate la conformità e l’armonia sociale, l’idea di “essere se stessi” ha una connotazione particolarmente significativa di accettarsi senza giudizio in contrasto con il desiderio di adattarsi alle aspettative sociali.

Essere se stessi, la base per un anno autentico e felice
L’espressione ari no mama no jibun penso sia molto potente come base per i propositi del nuovo anno. Piuttosto che concentrarsi su obiettivi materiali o su cose da fare e ottenere, l’idea di “essere se stessi” porta a un’esplorazione più profonda e autentica della propria identità, dei propri valori e delle proprie passioni. In quest’ottica, il nuovo anno non diventa solo un momento per stabilire “cosa” vogliamo ottenere, ma piuttosto “chi” vogliamo essere, come vogliamo rimanere fedeli a noi stessi, nonostante le sfide esterne. E anche per affrontare la vita con maggiore consapevolezza e forza interiore, accettando le proprie vulnerabilità, non dimenticando di alimentare il coraggio e la resilienza sepolti sotto strati di paure e insicurezze.
Chi sentite di essere?
Io sento di essere una persona sensibile a cui piace condividere e parlare di emozioni, in particolar modo attraverso la scrittura. Spesso ho tenuto a freno questo mio sentire perché ho imparato a dare la priorità agli obblighi esterni. Perché ho imparato ad attribuire scarso valore alla scrittura in confronto a qualcosa di più tangibile dall’esterno come un lavoro. E ancora più in generale perché ho imparato a nascondere certe emozioni quando sono con gli altri, mentendo a me stessa e influenzando negativamente le mie relazioni. Perciò quest’anno, sebbene abbia pensato anch’io a dei progetti di scrittura e non, e a esperienze che mi piacerebbe fare, voglio provare, prima di tutto, ad essere me stessa, perché è quella la chiave che mi permetterà di riuscire nella vita. Essere se stessi rende più forti nelle difficoltà e permette di essere più in sintonia con i propri veri desideri, portando a fare scelte che rispecchiano chi siamo veramente, piuttosto che ciò che ci viene detto di essere. Quest’anno mi auguro di essere me stessa e di impegnarmi a farlo ogni singolo giorno. Voglia essere la persona che sento di essere abbracciando i miei valori e le mie passioni. Le mie parole e i miei modi di essere di quest’anno: sensibile, vulnerabile, fiduciosa, curiosa, creativa, determinata e audace.
E voi? Chi sentite di essere? Chi siete? Vi auguro di essere voi stessi e di avere un anno e una vita felici e autentici.