Shoshin wasuru bekarazu

Ricordo bene il giorno in cui una delle lettrici giapponesi presentò alla mia classe l’espressione 初心忘るべからず shoshin wasuru bekarazu. Ricordo bene di come le sue dita scorrevano sulla lavagna e tracciavano quei pochi kanji e caratteri dello hiragana che non avrei più dimenticato.

L’espressione viene spesso tradotta come “non dimenticare lo spirito iniziale” e la professoressa la presentò a noi, studenti non più del primo anno, per spronarci nello studio della lingua giapponese. L’avevo interpretata come “non dimenticare lo spirito iniziale di quando hai deciso di studiare il giapponese e, in senso più lato, non dimenticare la motivazione che ti ha spinto a intraprendere un nuovo percorso”.
Solo con il tempo ho scoperto che aveva un significato più profondo. 

Il significato per Zeami

A lasciarci questa espressione, molto nota in Giappone, è stato il grande maestro del teatro Nō, Zeami (1363?-1443?). Nel Kakyō Zeami scrive:

是非の初心忘るべからず

時々の初心忘るべからず

老後の初心忘るべからず

Zehi no shoshin wasuru bekarazu

Toki doki no shoshin wasuru bekarazu

Rōgo no shoshin wasuru bekarazu

“Non dimenticare mai lo spirito iniziale

Non dimenticare lo spirito iniziale in ogni momento

Non dimenticare lo spirito iniziale nella vecchiaia”

shoshin wasuru bekarazu

Zehi no shoshin wo wasuru bekarazu è un invito a non dimenticare l’arte che si è appresa da giovane attraverso gli sbagli e le difficoltà. Ciò sarà la base per il successo futuro. Se si dimentica lo spirito iniziale di quando si era giovani e inesperti, non si potrà imparare e migliorare nell’arte teatrale. Perciò non si deve mai dimenticare lo spirito iniziale durante la vita.

Toki doki no shoshin è ciò che si accumula con gli anni. Dalla gioventù fino alla vecchiaia è importante impersonare ruoli o stili adatti alla propria età o fase della vita. Se si dimentica cosa si è imparato in un determinato momento, non si potrà imparare niente nel successivo, quando ci si trova ad affrontare un’altra opera o un altro personaggio.

Rōgo no shoshin è acquisire lo stile artistico adatto alla vecchiaia. Anche da anziani, ci si trova ad affrontare delle sfide per la prima volta. Perciò non dimenticare lo spirito iniziale nella vecchiaia è un invito a non dimenticare di essere dei principianti anche in età avanzata. Non si può pensare di aver raggiunto il massimo livello e di non poter apprendere nuove competenze o di perfezionare quelle già acquisite. Si può sempre migliorare affrontando le sfide con umiltà, avendo presente la propria immaturità e inesperienza.

Per Zeami, quindi, shoshin è l’attitudine di chi accetta la propria immaturità e affronta nuove sfide e situazioni di cui non ha mai fatto esperienza.

Shoshin wasuru bekarazu e le sfide di ogni giorno

In quest’ottica, si può dire che gli insegnamenti di Zeami non si riferiscono soltanto all’arte teatrale, ma possono essere applicati a ogni sfida che si presenta lungo il nostro cammino. Se accogliamo le prove con lo spirito di chi sa che è inesperto e vuole imparare, con lo spirito di chi sa che può sempre migliorare le proprie competenze o apprenderne di nuove, riusciremo a crescere.
Ognuno di noi ha imparato qualcosa attraverso gli sbagli e le difficoltà. Custodiamo ogni esperienza, facciamone il nostro bagaglio per superare le prove che verranno. Non lasciamo che la paura o le preoccupazioni ci fermino.
Shoshin wasuru bekarazu!

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